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12

giugno

Per risolvere problemi di consolidamento terreni con il metodo più adeguato, è importante innanzitutto conoscere le cause dei cedimenti. La sicurezza degli edifici dipende da molteplici fattori di cui vanno valutate le manifestazioni nel tempo, al fine di scongiurare la possibilità di pregiudicare in qualche modo la sicurezza di chi vi abita.

 

Come si manifesta un dissesto del terreno?

 

La manifestazione di un dissesto può apparire in qualsiasi momento e può avere un esordio graduale o manifestarsi con crolli improvvisi di cui in prima impressione non si riesce a spiegarne i motivi. I fattori responsabili di tali manifestazioni sono diversi:

– il piano fondale su cui l’edificio è poggiato può subire delle variazioni nella sua capacità portante in seguito a infiltrazioni di acqua, scavi in adiacenza, demolizioni, fenomeni franosi o eventi sismici;

– i sovraccarichi eccessivi, vedi sopraelevazioni sconsiderate;

– introduzione di elementi strutturali innovativi non adeguati al tipo di struttura esistente.

 

Quali sono le cause?

 

Alcune tipologie di lesione possono mettere in evidenza fenomeni che non hanno nulla a che fare con dissesti statici. In ogni caso, anche dopo l’accertamento della causa, la scelta del tipo di intervento deve essere oggetto di una attenta analisi dei fattori di rilievo; lo stesso cedimento fondale può essere risolto adoperando diversi metodi di consolidamento, che variano a secondo del tipo di struttura, delle caratteristiche del sito e di tante altre componenti oltre a quelle di ordine economico.

 

Come agire per consolidare un terreno?

 

La prima regola da seguire consiste nel mettere a nudo la lesione stessa togliendo parte dell’intonaco alla sua destra e alla sua sinistra così da evidenziare una semplice rottura dell’intonaco oppure una frattura del concio murario sottostante che evidenzia la necessità di agire in maniera più specifica e professionale nella individuazione delle cause del dissesto.

 

Problematiche relative al consolidamento dei terreni

 

Relativamente al caso più complesso degli interventi riguardanti il piano fondale, è importante intervenire con sistemi poco invasivi: affrontare un intervento di consolidamento del piano fondale in un centro storico, con edifici vetusti disposti a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, di cui non si conoscono le caratteristiche costruttive, intervenendo con sistemi di sottofondazione invasivi, non è cosa di poco conto.

Gli interventi classici di consolidamento, dovendosi effettuare per sottocantieri, necessitano di tempi più lunghi delle normali attività di consolidamento in elevazione.

Interventi a scavi aperti nei periodi invernali diventano difficoltosi ed anche dannosi per la sicurezza del fabbricato.

Gli interventi tradizionali comportano peraltro sia la demolizione dello strato di pavimentazione interna ed esterna ad operazioni di consolidamento avvenute, sia il riposizionamento delle pavimentazioni rimosse.

Quando si ha a che fare con pavimentazioni costituite da aggregazioni di materiali diversi il ripristino comporta una difficoltà notevole.

 

Risollevare una vecchia pavimentazione, riempire una cavità, rendere le strutture più idonee a sostenere l’azione sismica, usare le resine poliuretaniche espandenti per consolidare il terreno, rendendolo nello stesso tempo più stabile nel tempo scongiurando così eventuali cedimenti, rappresenta la grande alternativa offerta dalla ditta Arcangeli Tullio pozzi e palificazioni.